Era una notte buia e tempestosa…

La fanciulla, correndo vertiginosamente lungo il sentiero, ansimava affannosamente. Fronde nodose a graffiarle le braccia candide e le mani delicate. Delicate, eppure ostinatamente strette a sollevare l’ampia gonna e concedere lo svelamento di quelle caviglie sottili, sempre ascose (o ascoste), allo sguardo straniero. Vistosamente si ergeva la morbidezza del petto niveo, serrato tra raso e broccato, mentre le labbra di melograno, schiuse a respirarsi l’orrore, disegnavano dolci la linea ancora fanciullesca del viso eburneo, seppure vagamente colorito dal rossore di una fuga senza misericordia. Gli occhi, verdi dei prati d’Irlan…

Uhm… verdi dei prati di Irlanda?

Fa un po’ Visitors. Non so. Non mi convince.

Il cielo d’Irlanda, che ti annega di verde e ti copre di blu? L’hanno già preso. Il blu dell’oceano? Va a sapere perché, mi suona di Baywatch, bagnini abbronzati e pompati e zoccoli di legno tacco 73. Azzurro mi ricorda la canzone. Celeste fiordaliso? Nontiscordardime? Moscio, palloso. No. Pervinca? Carta da zucchero? Avion?

Cambiare colore?

Occhi color cioccolata? O cioccolato. Stra-abusato e mi sta proprio sul cazzo. Lo senti come suona finto malizioso? Tipo bambina deficiente che vuole fare la sensuale ma dolciona, pucci pucci? Tutte ste “c”, che addolciscono, ciocci cioccio ciuccio… Bleah.

MaRoni, sò occhi maRoni. Cioccolata, castagna, nocciola… li puoi usare tutti, ma sò maRoni. Marmellate d’occhi.

Ma allora è meglio mia madre.

Che da bambina mi diceva: – Hai gli occhi come due chicchi di caffè –

Lo senti come suona diverso? Una con gli occhi color caffè di sicuro la prende a sberle una con gli occhi color cioccolata. O cioccolato. Tiè, beviti sto caffè, forte, amaro…

Chissà come sarei diventata se mia madre m’avesse detto: – Hai gli occhi color cioccolata -. Magari avrei indossato fiocchi tra i capelli, gonnelline a fiori, ballerine lucide. Invece con gli occhi di caffè ha condizionato tutta la mia vita. Senza saperlo.

E pensa se m’avesse detto, come io dico alla Cagnola, – Sei color cacchetta, amore mio -. Come sarei stata?

Vabbè.

Finiamo sti occhi.

Gli occhi, neri come gli abissi più reconditi, si stagliavano febbrili e oscuri…

13 comments

  1. Tu riprova a “prolissarmi” con la prima parte ed io ti vengo a cercare con il fiuto di Nina e poi dico Lillo e Greg di rispolverare il manganello per Mario…e noi a Mario lo menamo!!!!!

      1. Io credo che noi siamo più di questo. Ma se ti fa star meglio l idea di non avere futuro continuiamo l operazione di De Magistris Why not

      2. AHH, quindi avresti fatto sesso per gioco con me e manco seriamente…
        questa è dura da ingollare…
        :((

      3. ammetto di avere delle turbe psicotiche mica da nulla

        però io la notte con te ce la passerei
        e manco una sola
        e pure “seriamente”

      4. Le turbe psicotiche sono confermate dalla tua affermazione: se tu non mi conoscessi penserei – vabbè non mi conosce, che ne sa… -, ma tu mi conosci e, ciò nonostante, “manco una sola e pure seriamente”.

        Ed ora via allo sdolcinamentoooo:

        Ti voglio bene, ueirdo. (faccetta da bambina).

  2. Lo so io, lo so io!
    Saresti un’eroina fantasy come Bella di Twilight, che ha gli occhi color cioccolata, la pelle nivea, il viso a forma di cuore ed il brio di mio nonno in carriola. Il vampiro Edward di bellezza suprema e letale cadrebbe innamorato al tuo cospetto, ma tu saresti sempre smorfiosetta e indecisa tra lui (creatura immortale di rara perfezione), e il licantropo Jacob (essere peloso e schifiltoso con l’imprinting) e romperesti i coglioni all’universo tutto perché non sai chi scegliere. Poi sposi il vampiro e diventi vampira pure tu. Fine.

    1. E invece, avendo gli occhi color caffè, sai che fa Lisbetta tua?
      Si marita con il vampiro per ripristinare la sua reale natura, tradita da un’umanità di veri non-morti (oltre che per godere della rara perfezione, puoi immaginare come) e si tromba pure ‘u licantropu, ma solo di tanto in tanto, che fa molto selvatico, come le pappardelle al sugo di cinghiale. Che tanto il marito vampiro se ne batte il cazzo di ste cose, tipo le gelosie sceme dei mortali. E poi ho sempre amato Lady Chatterley.
      Altro che ciocchilata!

      1. Lo sapevo che eri più da genere erotic-urban-fantasy, figliola cara. E se mi butti lì la vecchia Chatterley, mi mandi in brodo di giuggiole.

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