sei palloso

Antiquitas

Sei pesante. Sei pedante. Sei noioso. Sei antico. Sei antico antico antico antico. Sei antico che appena ti avvicini io sento odore di muffa. O forse è naftalina. O muffa e naftalina insieme. E’ possibile? Non lo so. Ma ci metto anche la canfora e taglio la testa al toro.

Sei antico come la carta da parati vecchia e tutta ingiallita nelle case delle nonne. Non le mie. Le mie appena vedevano un segnetto, una cosina, un po’ di antico… SDRA’! Toglievano tutto. Via tutto! Tutto nuovo! E siamo fatte così in famiglia. Che vuoi farci? Noi non appena… SDRA’! E via!

E allora sei antico come quei frammenti di carta da parati vecchissima nella stanza del mio ex ex ex, non so se li ho contati giusti. Ormai mi confondo. Comunque, per intenderci, quello che ogni due parole doveva dire “postmoderno”, oppure “Derrida”, oppure “San Sebastiano”. Quando andava di lusso alternava con “Apocalisse”, ma doveva aver fumato bene bene per dire “Apocalisse”. Anzi, quasi quasi un giorno di questi lo chiamo e gli faccio un pernacchione al telefono. Glielo dico – Allora? Come stai vecchio ubriacone? -. Così gli prende un colpo. Anzi due. Gliene prendono due, perché uno già ce l’ha avuto.

Però a ripensarci bene, lui li teneva apposta quei pezzi di carta da parati gialli e pendenti, apposta come la bambole impiccate al lampadario e quelle legate con il fil di ferro. Quindi nemmeno la sua carta da parati va bene. Era voluta, non è lo stesso.

Sei antico come… antico come…

E non mi viene.

Anzi. Sai che faccio? Ti uso.

Da oggi in poi, appena noterò un po’ di carta da parati ingiallita a casa di qualcuno, lo dirò.

E’ antica come te.