fermezza

Su, via!

Chiudo gli occhi e respiro.

Respiro con gli occhi.

Lascio che le parole fluiscano in me.

Me lo hai scritto. Che la merda me la lascio scivolare sulla frangetta liscia. E’ vero.

E ora me la pettino un po’, per cancellare i residui di qualche passaggio.

Chiudo gli occhi e ricordo.

Inevitabile un sorriso. Inevitabile aprire gli occhi. Inevitabile guardare.

Inevitabili le mie spalle dritte. Inevitabile il mio passo. Inevitabili le mie spine.

Perché a questa tavola ci hanno mangiato un po’ tutti. Anche coloro che non erano stati invitati.

Da questa tavola ognuno s’è portato via qualcosa: un cucchiaio, la saliera, un sottobicchiere…

Ciò che faceva più comodo. A mie spese.

Ma a costo di rifarmi milioni di servizi nuovi, adesso i piatti ve li lancio addosso.

E chiudetevi pure la porta alle spalle.