anche il diavolo è un po’ moschio per me

Anime

Non ho venduto l’anima al diavolo.

E’ arrivato un giorno e se l’è presa.

M’ha guardata con quegli occhi tagliati e suadenti e me l’ha detto: – Bella mia, io me la prendo. Che tu voglia o no! –

Con la faccetta dubbiosa ho sterzato la testa in diagonale: – Mbé? E che penseresti di farne? –

Oh che sorriso charmant! Che canino affusolato e luccicante!

– La indosso. Vestito a nuovo mi garantisco un passaggio tra gli umani. Tra un ballo e un bacio, tra uno schiaffo e una lusinga, donzella mia, io me la diverto! –

E in un attimo l’ha ingoiata.

Poi s’è tutto strabuzzato l’occhio, violaceo in volto, ha cominciato a tossire strozzato e, piegato su se stesso, l’ha sputata in terra.

– Per carità! Figlia mia, riprenditi sta roba! –

Mi son raccattata l’anima dal pavimento e gliel’ho chiesto, preoccupata: – E perché mai? –

E il sorriso charmant? E il canino e l’occhio tagliato?

Sgualcito e smunto, mi guardava disgustato.

– Con tutta la schifezza che t’è passata davanti agli occhi, io con quella nulla ci fo! No no, tientela pure, prova a rifilarla a qualche angelo, che quelli sono un po’ farlocchi. Io di sicuro non me la prendo! –

E se n’è andato. Con la camminata a papera e il mantelluccio sgualcito.

Me la son guardata: a me non pareva così malmessa. Ne ho assaggiata un pezzettino. Non mi dispiaceva affatto.

E’ così che mi sono rimangiata l’anima.

Finché un giorno ho incontrato un angelo: pelle eburnea e sguardo limpido.

Ci ho pensato un attimo. Solo un attimo.

Poi con gli occhi tagliati e suadenti, il sorriso charmant e il canino affusolato e luccicante, l’ho chiamato: – Ehi tu! Sì, tu! Angioletto bello, vieni un attimo qui…. –

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