N°10

Le lettere scritte e custodite nel fondo dei cassetti devono poter volare libere e disperdersi nell’etere. 

Assieme ai destinatari.

 

Mio adorato,

non troveresti splendido poter dire senza restrizioni tutto ciò che si pensa, così come lo si pensa?

Senza intenti d’aggressione, come mera esigenza comunicativa, esplicativa del sé. Una disarmante, denudante, disamina di contenuti.

Forse no. Forse non sarebbe davvero splendido. Forse sarebbe comunque l’ennesima riproposizione di un ego straripante e trofico. O forse la disperata (e anche un po’ stolida) soddisfazione momentanea di esigenze ancora egotiste.

No. Credo di non trovare sufficienti argomentazioni a sostegno di una tesi di depurazione (o epurazione) di qualsivoglia barriera.

Certo vi sarebbe l’indubbio vantaggio di una accelerazione della conoscenza. Il restringimento o abbattimento dei tempi morti.

Ma anche la perdita del disvelamento per gradi, ricolmo di quei sussulti e scoramenti, attese e frustrazioni, tanto cari agli innamorati.

Come a dire che quella poesia, così cercata dagli umani, altro non è che un temporeggiare dinanzi alla morte.

Eppure, non lo nascondo, troverei davvero affascinante l’ipotesi di dire. O di dirti.

Anche per un solo, singolo, sussulto.

七月二十五日

34 comments

    1. Sì, tendenzialmente sono della tua stessa opinione. E’ che, talvolta, parlare a chi non desidera ascoltare equivale a una violenza.
      Che spesso uso per allontanare da me. (e un po’ sogghigno).

    1. Ci sono uomini e donne che non fanno capire una benemerita mazza, di proposito. Poi ne nasceranno sempre di esseri umani che non sanno o che non vogliono capire.

      1. Il sibillino tenta l’agguato nel buio. Meglio rimanere alla luce e con gli occhi bene aperti. Non tutte le persone sono così…vi sono delle rare eccezioni. Emenomale!

      1. 你在哪儿?我猜:你正在睡觉。为什么睡觉睡得太早?夜里有精深的生活。别告诉我你得工作:是周末!你想我这么写下去吗?

      2. 我不想写。我睡了一夜我亲爱的和日常工作像所有的人。现在他们在工作和你的睡眠

    1. Credo che, come sempre, conti l’intenzione.
      Dire quello che si pensa può essere stronzo o splendido.
      Il problema è che spesso non si dicono le “cose belle” che si pensano per un milione di pippe mentali. Che non mi sono mai appartenute e quindi faccio fatica a comprenderne le ragioni negli altri.

      1. Stai parlando con un’esperta.Meno ho confidenza con una persona piú paranoie mi faccio.Sono tutti quegli «e se» che ci fregano.

      2. Il mio pensiero è questo: “E se dicendoti le cose piacevoli che penso di te cominci a pensare d’essere stocazzo o ti fai venire paranoie inutili, è meglio che vai. Ma vai vai vai subito, a passo di marcia, un-due-un-due!”

      3. Hahaha sono d’accordissimo!io sono più il tipo da paranoia del momento e che poi passa,non mi gonfio con i complimenti.

  1. E quest’ultimo tuo pensiero cara Lisb (troppo amichevole eh?) è pure il mio. Che non ho molti filtri e che tendo, nel bene e nel male (di solito il male è il mio) a dare un nome a tutto. Mai detto sia un pregio, ma sono così. Poche pippe, pochi romanzi, vita vera, sincerità anche crudele perchè essere coglionata mi urta in modo irrimediabile. Questo non vuol dire che io debba spiattellare lì tutto e subito, ma se e quando parlo, insomma, io non ho più tempo per le cazzate. Ah, sappi che mi approprierò della tua frase iniziale, ma ti cito, promesso. (sorrisi e faccine ammiccanti varie). Ma sei un 73? Ti facevo molto più giovane o forse qualcuno così mi disse.

    1. Ahahahahahaha no, non è troppo amichevole.

      “Poche pippe”, lo riassumo così, sì. La pippa mentale la concedo, anche a me stessa, con mere finalità estetico-artistiche.
      “Non ho più tempo per le cazzate” è altra frase da incidersi a fuoco. A meno che non si intenda con “cazzate” la leggerezza, il divertissement, annamo a magna e beve, ho voglia di un vestitino nuovo, ecc. Perché di tutto ciò ne sto facendo ragione di vita.

      Sì, del 73, li ho compiuti da poco. Forse qualcuno si confonde.

  2. La schermaglia iniziale ci sta, e anche l’andar per gradi e il temporeggiare, rendono la conoscenza più affascinante, scoperta dopo scoperta.
    Ma io poi voglio sapere senza mezzi termini.Si o no.Ti voglio o non ti voglio. E voglio poter dire allo stesso modo senza dovermene preoccupare per nessun motivo. Adesso che ho imparato a farlo, che gusto che mi da. Chi non gli sta bene, stigrandissimacazzi, e meglio saperlo prima possibile.

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