Regressioni pubblicitarie

In cucina, mentre mi spadello roba per la cena.

Televisione accesa.

Ascolto l’audio e di tanto in tanto mi volto a guardare lo schermo.

<Quando mangiano fuori casa, si sa, non fanno attenzione all’igiene dei loro denti. Come posso proteggerli costantemente?>

Qualcosa mi suona strano e/o fastidioso. Mi giro e guardo.

Brava casalinga massaia moglie e madre di famiglia, sorride felice in un interno cucina, con sguardo in macchina. Taglio su: padre belloccio che ride assieme a figlio bambino in luogo ics all’aperto.

Voice over della moglie/madre: <Compro il dentifricio X, così sono sicura che i loro denti saranno protetti anche quando non ci sono.>

Gli occhi mi si scatafrattano fuori dalle orbite, in contemporanea con le palle che mi scendono.

Come come? Scusa, puoi ripetere?

Mi stai dicendo che tuo marito, senza di te, è un bamboccio che non sa come lavarsi i denti? Tuo marito ha la stessa età, maturità e capacità di tuo figlio bambino? Se non ci sei tu ad occuparti di entrambi, non sanno che cazzo fare? Sei tu il tutore, protettore, tuttofare della famiglia? Se dici a tuo marito con tono dolce e attento: <Lavati i denti, tesoro>, lui ti risponde con la lagnetta: <Ma uffaaaaaa! Non mi vaaaaaa! Comprami qualcosa che va bene pure se mi bevo il milkshake alla cioccolata e mi mangio il lecca lecca gusto fragoladimmerda. Daiiii daiiii!>

Ma sei scema? E vuoi che io diventi scema? Vuoi spingere ulteriormente il maschio medio italiano, già mammone e sfrancicaminchia, a diventarlo ancora di più? Pure per lavarsi i denti???

Dobbiamo tutte avere una sorta di Renzi ridicolo bamboccio come uomo?

Fammelo al contrario lo spot.

Fammi vedere la moglie/mamma indecisa dinanzi allo scaffale di un supermercato pieno di dentifrici. E poi il marito/padre, che, sguardo in macchina, ride assieme al figlio, e dice: <A noi non ci va di lavarci i denti se nessuno ci controlla, sticazzi della carie, vogliamo solo divertirci. Ma per fortuna c’è la mamma che ci compra un dentifricio fighissimo! Vero bro’?> e fa pugnetto con il pugnetto del figlio.

Lo senti che non funziona?

No, perché poi, se devo essere io a tutelare l’igiene orale del mio compagno, che da solo non lo sa fare, quando mi ritorna a casa dopo il giretto al luna park con il figlio/fratello, se gli viene la fregola scopereccia, t’avverto, io gli ficco uno spazzolino in mano, gli accarezzo la capoccetta e gli dico: <Dai amore, lavati i denti, poi infilati il pigiamino con le stelline e mettiti a fare la nanna eh.>

E, prima di trombarmi uno, gli faccio un rito d’iniziazione pellerossa per sincerarmi che si sia concretamente compiuto il passaggio da infante a uomo.

33 comments

  1. Sarà! Il problema è sempre lo stesso, almeno da 20 anni a questa parte. E’ la televisione che crea i miti da seguire o sono i miti che utilizzano il canale TV per arrivare dove vogliono. Detto in altri termini: è la tv che impone il modello maschio tardoadolescenziale refrattario all’acqua o si limita a registrarne l’esistenza? Siamo solo vittime o corresponsabili dello scempio che vediamo?

    1. Giacani, qualcosa nel profondo mi suggerisce che,se dalla notte dei tempi tutti i mezzi di comunicazione, nonché diverse forme d’arte, sono state utilizzate a scopo propagandistico per orientare cultura e ideologia delle persone, niente di più facile che la pubblicità venga utilizzata nello stesso modo. Ancor di più in considerazione dello stretto legame economico tra domanda e offerta. In buona parte dei casi si crea apposta la domanda (sotto forma di convinzione di sussistenza di un bisogno) per vendere l’offerta. Se l’offerta la abbini a un modus, una cultura, uno status, una moda, eccoollà er gioco è fatto. Unisci economia e cultura in un attimo (e del resto sono strettamente connesse, ma mica lo devo spiegare a lei, no?).
      La potenza dell’immagine è straordinaria. Mi viene in mente così, al volo al volo, la biblia pauperum cristiana. Mosaici, dipinti, sculture, cazzi e mazzi.

      Siamo vittime e corresponsabili. Anzi, scusi, preferisco usare il voi: voi siete vittime e corresponsabili. Subite le immagini propinate sempre e comunque e non vi fermate un secondo a porvi una domanda una. Guardi me che sobbalzo per una pubblicità di dentifricio. Le parole sono importanti.

      Ma veniamo alle cose serie: si lascerebbe legare al mio totem pellerossa per un rito di iniziazione molto molto speciale?

      1. Ma come? Prima mi dai del ragazzo, poi dell’ego ingombrante? Questo è cerchiobottismo Lisbettuccia cara. E poi quello che manca è (quasi) sempre quello che non c’è stato, se non nelle nostre proiezioni più o meno inconsce (e forse anche un po’ sconce). Comunque tranquilla, in settimana mi tolgo il gesso e la smetto di infastidire i miei amici di blog. Anzi, adesso comincio a fare una bella lista di buone intenzioni, tutto quello che posso ricominciare a fare e anche di più!

      2. “Lisbettuccia cara” solo tu puoi dirmelo. Se lo facesse qualcun’altro comincerei a ringhiare. Ma tu…

        Gli ego ingombranti si smorzano (o se fanno più furbi) tendenzialmente in età matura, quindi non v’è contraddizione.
        Quello che manca è esattamente ciò che è stato nelle mie proiezioni. A mia discolpa (perché non è che sia proprio una cojona) posso solo dire che nessuno mi ha detto “smettila con certe idee e sentimenti del cazzo”, anzi… Però vabbè sono sfumature, tutte sfumature, e la persona in questione è cmq una persona che ritengo si sia comportata molto bene con me.

        Se smetti di infastidirmi me incazzo come na jena. Puoi rispondere: e sticazzi?

      3. No tranquilla, non la smetto mica, almeno finché non ti annoio (ammesso che il ego ipertrofico sia ancora in grado di capire quando annoio qualcuno!). Tornando alla discussione, ok ci manca sempre un centesimo pe’ fa na’ lira. Però, senza doversi accontentare (che brutta cosa) non potremmo semplicemente apprezzare quel che abbiamo/siamo e quel che hanno/sono le persone che ci stanno vicine? Detto così sembrerebbe anche facile. Sembrerebbe

      4. Con la persona in questione sì, è quello che ho pensato di essere capace di fare. E in buona parte caspita se ho apprezzato.
        Però poi se c’è qualcosa che ad un certo punto va oltre, è meglio evitare. Altrimenti una relazione amicale, in qualche modo, “si imbastardisce”. O, almeno, io la imbastardisco.

      5. E’ che il Lei mi erotizza moltissimo. Non foss’altro per il fatto che resto sempre sensualmente affascinata da uomini sconosciuti o quasi sconosciuti, poi, appena appena li conosco un po’, ecco… come dire…

      6. Appena li conosci nel senso biblico del termine? (e qui ci stava bene una faccina, ma non sia mai detto che io la contrari!)

  2. Quando leggo un post come questo sono sempre indecisa se fare o meno outing. Rispondere per rispondere no, piuttosto evito. E così non posso fare altro che constatare tristemente che io ho vissuto un bel terzo della mia esistenza prendendomi cura di un uomo, diciamo così, e ricordargli di lavarsi i denti, credimi, era proprio il meno. Devo anche dire che la cosa a tratti mi è molto pesata, ne percepivo lo stridore ecco. E poi 4 figli son proprio troppi. Detto ciò so bene che la colpa sia mia, certi comportamenti non andrebbero avallati. Le dinamiche perverse che si instaurano in un matrimonio sono però innumerevoli. Comunque, per buona pace mia, adesso c’è una nuova donzella ad occuparsi della di lui dentatura e soprattutto, la parcella del dentista non grava più sul mio bilancio familiare. Buona giornata, senza faccine ma con un sorriso.

    1. Beh dai, non lo definerei un “outing”!
      Penso (e un po’ lo so a causa della professione che ho pallosamente esercitato per diversi anni) la porzione di vita casalinga di moltissime donne sia stata e sia abitualmente orientata in un certo modo. Ci sono uomini che passano di madre in moglie mantenendo la stessa attitude. Sono altresì certa del fatto che ci siano tante donne liete di accudire il marito come un bebè, va benissimo. Che non significa non occuparsi di alcune faccende domestiche se comunque fa piacere farlo, ma gestire la relazione come una sorta di prolungamento materno a livello affettivo, senza un’equilibrata ripartizione di responsabilità e reciproco appoggio. E così ci sono 40-50 enni e oltre che frignano, fanno capricci e, allo stesso tempo, pretendono prepotentemente e tutto è dovuto, salvo poi poggiare il capino per il pat pat. Manco fossero il figlio scapestrato che però, dai, je voi bene.

      Le dinamiche matrimoniali sono spesso dei mostri. Mostri.

      Quattro figli???? Complimenti! Manco nei miei peggiori incubi! E, solo per te, 🙂

      1. Ci siamo io e te sveglie a quest’ora. Si concordo, io non ne ero affatto entusiasta, il 4° era lui comunque e sono stata cresciuta in una casa dove mia madre era la lavoratrice e non aveva certo il tempo di star dietro a mio padre, manoc a noi figli a dire il vero, ma è altra storia. Eppure … e considera che lui è passato da mamma a moglie e poi altra moglie e ora ancora altra donna … donna che mi fa anche un po’ compassione povera anima. E sì, bruttissimi mostri e se non li sconfiggi subito stai pur certa che ti fanno la pelle.

      2. Un uomo con il bisogno di tante tante mamme, a quanto vedo…

        Posso farti una domanda personale, alla quale, ovviamente, non devi sentirti in dovere di rispondere! Il tuo modello familiare, mi pare di capire, non era certo quello della mamma/moglie, cosa, quindi, ti ha spinto ad attuare nel tuo matrimonio un tipo di modello diverso da quello in cui eri cresciuta?

        Oddio, mi rendo conto che è una domanda complessa e personalissima. Provo a riformulartela: il tuo modello familiare d’origine, per altre e diverse motivazioni, non era comunque soddisfacente e sei andata “per contrasto”?

      3. Il contrasto c’è stato nella scelta ma di altro tipo. Il modello della famiglia d’origine in realtà è stato bissato, io il traino gli altri a seguire, come mia madre in fondo, solo che lei aveva attuato strategie personali per occuparsi meno di alcuni aspetti pratici. Se devo essere onesta, io avevo 23 anni e lui quasi 40 ad inizio convivenza … forse inizialmente il fatto che lui fosse comunque dipendente da me e dalla mia organizzazione mi ha fatto piacere, poi mi sono ritrovata con la palla in mano e bruciava. Direi che non sia stata una scelta razionale da nessun punto di vista. E ad onor del vero mi ha portato anni di estrema felicità come solo le scelte di pancia fanno.

      4. Eri decisamente giovane. Entusiasta e innamorata, immagino. Cerco di intuire.
        A 23 anni io ero già e comunque una scassacazzi dittatoriale, ma credo che se avessi deciso di cominciare una convivenza e mettere su famiglia, non avrei mai avuto le consapevolezze e conoscenze che ho ora, tali da impostare le relazioni in un certo modo.
        Sì, ho capito. O almeno credo.

        Beh, donna forte sei.

  3. Figliola adorata, il rito d’iniziazione mi sembra un buon punto di partenza per la scrematura del maschio. Il moschio, appena intuisce cosa sta per succedere, sviene. E già ti sei portata avanti. Quelli che sono pronti a procedere, vanno testati dal punto di vista farmacologico per comprendere la sorgente e i tempi di durata del coraggio. Indi, coloro che non periscono entro la successiva alba, dovranno rivelarti la visione che avranno avuto. Se comprende una balera, puoi anche fargli usare il tuo dentifricio.

    1. Mother, oh Mother! Il moschio, dopo il “ciao” reagisce in due modi diversi: o attacca pipponi che cominciano sempre per “io”, mentre ti sfracelli i cojoni pesantemente. Oppure si smerda nella mutanda scappando via. Nemmeno ci arriva al rito di iniziazione.

      Mother, il maschio con le visioni già lo conosco, il problema è che cellà perché sta fuori di cotenna. Ma è uomo d’azione e poche parole e me lo tengo così. Visioni nonostante…

    1. Guarda per me la tv potrebbe avere solo 2 canali, tanto guardo sempre e solo quelli e, sono pronta a giurarci, a breve saranno soppressi. Come è sempre accaduto per i canali e programmi qualitativamente diversi.

      Detto ciò, ritengo che ogni mezzo di comunicazione (ma mi riferisco essenzialmente a internet, social, smartphone e compagnia bella) sia un mezzo, meramente un mezzo. Dipende da come lo usa chi lo usa. Il problema è che lo sfrancicamento di cervelli che è evidentemente in atto ha condotto il mezzo a un fine e il fruitore a un mezzo.

      1. È esattamente come dici te, i mezzi dovrebbero continuare ad essere mezzi e non sempre lo sono. Ho deciso coscientemente di rinunciare alla TV perché mi sono ritrovata ad essere bombardata da messaggi e programmi in cui non mi ritrovo… programmi finalizzati a creare una massa di ignoranti pronti a credere a tutto ciò che è dice la TV manco fosse la bocca della verità. E non parliamo poi delle notizie passate dai TG, di tutte le testate indistintamente.
        Non c’è più possibilità di scegliere, sono tutti uguali.
        E allora basta il mio tempo libero lo voglio passare in modo più costruttivo, che sia cazzeggiare con un amico, leggere un libro oppure discutere con te in questo blog. Ben più costruttivo che ascoltare il Tg5. E le notizie me le vado a cercare dalle fonti che ritengo ancora affidabili. Trovo che il web sia ancora un posto libero, un mezzo libero, con possibilità di scelta. Così come i social, puoi usare Facebook per postare cazzate tipo “buongiorno mi sono appena alzata” oppure sfruttare la potenza del mezzo per far girare notizie altrimenti nascoste dai canali “ufficiali”.
        E per tornare un attimo al tema principale, quota parte del merito della creazione di quei bambocci di cui hai parlato la attribuisco alle famiglie traviate da questa tv.
        Sono contenta di essere qui.

      2. Il tuo pensiero è il perfetto corrispettivo del mio.
        Programmi finalizzati a creare una massa di ignoranti che ripropongono poi modelli comportamentali e relazionali appresi da programmi e immagini televisive.
        E più un programma è nazionalpopolare, con gente apparentemente comune, apparentemente presa dalla strada, che parla come te fruitore, veste come te, sembra proprio come te, e più il fruitore penserà che quello sia il modello corretto o più fico da seguire. Tu pensa a un programma tipo della De Filippi quanto è incapace di influenzare le relazioni fino a far pensare che sia normalissimo che perfetti estranei si amino, litighino, siano gelosi, facciano discussioni interminabili sul niente, quando sarebbe più naturale un “ma chi cazzo sei? chi te conosce? sei caruccio, ma sticazzi eh!”.
        La prima volta che negli States mi sono messa a guardare la tv sono rimasta colpita da come gli spot pubblicitari utilizzassero attori dall’aspetto normalissimo. Niente iperfregne, niente strafichi, persone normali, nemmeno troppo perfettine. Perché? Perché così la media delle persone riesce a immedesimarsi comodamente e compra. Se, invece, vuoi modificare un modello, allora spari immaginone, parolone, cambi lo standard.
        Ho attaccato il pippone. Come al solito.

        Grazie. Non t’assicuro sia sempre bello qui. Dipende dall’umore della sottoscritta.

      3. Neanche qui è sempre bello, certo, troverei anomalo il contrario, non siamo mica la famiglia del Mulino Bianco… Non sempre bello ma di sicuro autentico.

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