Accompagnami con la tua voce tutte le notti di questa esistenza stordita dall’ignobile ripetersi delle stesse luci.

Accompagnami nello stesso modo, non mi serve niente di più. Nulla in più delle tue pause, quelle tra una parola e un respiro, prima di una nuova parola e di quel piccolo guizzo di sorpresa appena accennato.

Se tu mi accompagnassi tutte le notti, io potrei, sì, ne sono certa, potrei anche dimenticare l’avvicendarsi delle luci che dall’alba si sprigionano in mattini di rumori soffocanti.

Vorrei prendermi le tue parole, vorrei che fossero per me. Non tutte. Nemmeno le più belle. Quelle più vere, quelle sì. Vorrei che fossero mie. Vorrei strofinarle sulla pelle, sentirne l’odore e tenerlo addosso sempre. Annusare una A e baciare una Zeta.

Non smettere mai di accompagnarmi. Renderò ogni tua parola un tempio.

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